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martedì, 03 marzo 2009 @ 19:47
Credo sia giunto il momento di scrivere la parola fine. Era nell’aria da tempo, come molti di voi pochi lettori avranno intuito, ma non riuscivo a trovare il coraggio di esplicitarla. Devo arrendermi all’evidenza. Ho indossato questa corazza maculata troppo a lungo, ed ora mi va decisamente stretta. Voglio bene ad ogni singola macchia d’inchiostro piovuta su queste pagine virtuali, persino a quell’incipit così forzato e macchinoso che partorii in quell’ormai lontanissimo tredici gennaio duemilasei, però questo luogo non m’ispira più. Mi sento prigioniera di uno stile spocchioso ed arrogante, che soffoca ogni parola sul nascere. E sono incapace di continuare a scrivere come se nulla fosse. Voglio sentirmi libera di ricominciare a ticchettare sulla tastiera senza aver timore di sembrare un’altra Claire. Non che ci siano state chissà che rivoluzioni, nella mia vita. Il Novio continua a colorare le mie giornate in modo dolce e variopinto, e insieme proseguiamo nella costruzione del nostro futuro, smadonnando (sì! Sì! Ho detto smadonnare! Sono stufa dei preziosismi lessicali.) di frequente per le rogne del quotidiano, cadendo addormentati l’uno addosso all’altra durante la visione di qualche scadente pellicola, rigurgitandoci addosso le rispettive angosce, amandoci sempre di più nonostante quest’esistenza pesante e faticosa. Ed io continuo a colpevolizzare la mia introversione, a rimuginare ossessivamente sulle mie scelte universitarie, andando in cerca di realizzazione e stabilità intellettuale (a proposito, se tra voi ci fosse qualcuno che le conosce, lo pregherei di riferire loro che le sto aspettando con malcelata trepidazione). Però, ecco il Però con la P maiuscola, qui sto stagnando. E devo fuggire prima di affondare irreversibilmente. Verso lidi dove il mio io possa evolversi serenamente. A dire il vero l’ho già fatto. Da un mese e un’anticchia scribacchio in un candido non-luogo tutto nuovo, sotto altre, insospettabili vesti succose. E mi trovo piuttosto bene, confesso. E’ un posto più intimo, più silenzioso, più mio. Perciò, cari lettori, vi ringrazio per i vostri commenti silenti e non, e vi comunico ufficialmente che questa è l’ultima macchia che vedrete inchiostrare queste pagine (abbandonatevi pure a manifestazioni di gioia convulsa, non mi offendo). Se mai aveste voglia di venire a leggermi di là basterà chiedermi le coordinate privatamente. Se mi andrete a genio non avrò problemi a fornirvele. Altrimenti, buona vita e adieu. Io mi do. E non in senso puttanesco. Filo via, a ritrovare la voglia di scrivere. Ciao, mio primo, affezionato blog. Sono stati tre anni graziosi, anche se troppo costellati di lagne. Ma, in fondo, se non fosse stato per te, oggi avrei qualche amica in meno. E non saprei proprio come fare. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (4)
sabato, 10 gennaio 2009 @ 01:18
(ANSA) - TORONTO, 9 gen - Per la gioia dei paleontologi canadesi e' stata messa all'asta a Vancouver una collezione unica di ossa di dinosauri e fossili. Fra i reperti proposti c'era anche un edmontosauro della lunghezza di 7,6 metri dal naso alla coda. Gli inusuali articoli, esposti da ottobre allo Science World di Vancouver come parte di una mostra paleontologica, sono stati venduti quasi tutti, e - hanno detto gli esperti - a prezzi d'occasione. L'edmontosauro e' stato acquistato a 150mila dollari.
Eh no, adesso voglio sapere dove lo mette.
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (2)
mercoledì, 31 dicembre 2008 @ 04:37
Domani, 31 dicembre 2008, regalerò al comune la bellezza di settantasette euro e trenta centesimi, facendo ammenda per una fulminea sosta su parcheggio riservato ad invalidi risalente a cinquantotto giorni fa, costatami (altresì) la decurtazione di ben due punti patente. Armata di calma e buone intenzioni, mi recherò presso l’ufficio postale più vicino, intascherò il numero assegnatomi dalla sorte per sbrigare quest’irritante pratica e attenderò pazientemente il mio turno, tentando di non concentrare i miei pensieri scellerati sul vecchio catarroso che, in quel lontano 4 novembre, durante la sua consueta camminata quotidiana, pensò bene di segnalare personalmente la mia breve infrazione ai vigili urbani per dare un senso alla propria giornata ed obbedire all’irreprensibilità del suo senso civico di anziano arteriosclerotico. Giunta dinanzi all’apposito sportello, sorriderò all’individuo seduto dall’altra parte del vetro, gli porgerò il conto corrente gentilmente fornitomi dai vigili urbani di cui sopra, impugnerò la zip del mio nuovo, capiente e bellissimo portafoglio marrone e inizierò a farla scorrere lungo la cerniera con pacata meticolosità, estraendo l’unica banconota verdognola presente al suo interno, ricevuta in dono a Natale. Guardandola un’ultima volta con aria commossa, la farò scivolare verso colui (o colei) che assesterà il definitivo colpo di grazia alle mie già sparutissime finanze, ottenendo in cambio una preziosissima ricevuta, che non esiterò a sistemare nel mio minuto casellario di scartoffie burocratiche, una volta rientrata a casa. Infine riporrò il mio nuovo, capiente, bellissimo e ormai semivuoto portafoglio marrone nella borsa, punterò i miei occhi blu in quelli dell’impiegato/a e gli/le porgerò i miei più sentiti auguri di buon anno, condendo l’auspicio con un bel sorriso circostanziale. A quel punto questo 2008 bazzotto potrà dirsi (finalmente) concluso ed io, dal canto mio, avrò modo di riporre le mie speranze di studiosa stagiaire ventitreenne e innamorata in uno sfavillante anno nuovo di zecca, impegnandomi nell’attuazione dei miei buoni propositi per i trecentosessantacinque giorni a venire (tra i quali vi è l’assoluto divieto di prendere qualsivoglia altra multa, con o senza l’ingerenza di vecchie cariatidi). Solo allora, passeggiando tra i reparti del supermercato dietro casa, alla ricerca delle ultime vettovaglie per la serata, mi concederò una breve rassegna mentale dei dodici mesi appena trascorsi. Ripenserò alle mie ansie di laureanda ianuarie et februarie, ai lunghi corridoi delle biblioteche, a quegli ultimi, rognosi esami preparati in notti di studio indefesso, alla mia tesi scritta sotto l’influsso di raptus creativi spossanti e discontinui, agli incontri con l’adorato relatore galliforme nel trafficato androne del mio palazzo, alla lacerante scomparsa dell’unica nonna che mi era rimasta. La ringrazierò ancora una volta per avermi osservata dal cielo mentre, in quel diciannovesimo giorno marzolino, dall’alto di quelle stesse polacchette che avrei rotto qualche ora dopo inciampando in un sampietrino, discutevo di escapismi tolkeniani e psicagogie kubiniane con il cuore in gola, uscivo dall’Aula Magna con la sensazione di aver fatto una pessima figura, e vi rientravo per ricevere il mio bramato titolo di dottoressina cum laude in Scienze Umanistiche, che ancora oggi mi disturba e commuove al tempo stesso. Tornerò con la mente alle Cinque Terre, raggiungerò nuovamente la vetta di Manarola e guarderò estasiata lo spettacoloso panorama circostante, rivivrò l’angoscia del primo incontro tra consuoceri (grazie al cielo felicemente riuscito), assisterò alla brillante laurea cum laude della mia similissima amica proffolletta in quel di Pisa e concluderò il mese aprilino rinnovando i festeggiamenti di un secondo, importante anniversario d’amore. Tra maggio e giugno riassaporerò la gioia per la fine della mia carriera d’insegnante privata ed il piacere della lettura febbrile, compirò di nuovo ventitré anni e, di nuovo, rimuginerò con fastidio sui trenta sempre più vicini. Combatterò ancora la nostalgia lugliatica volando à Paris, riproverò l’ebbrezza del rouler les R confondendomi tra gli abitanti della Ville Lumière, ritornerò nell’Urbe arricchita di nuove amicizie e di un vocabolario decisamente più solido e corposo, nonché di un TEF di niveau C1. Ripenserò alle elucubrazioni sul miglior percorso specialistico da intraprendere, ringrazierò il cielo per avermi indotta a scegliere Tor della Verga, mio piccolo paradiso intellettuale; tornerò in Finlandia, rischierò la morte per assideramento, ingerirò cospicue quantità di salmone affumicato e ripasserò i pochi ed essenziali lemmi finnici appresi. Mentre mi appropinquerò alla cassa dovrei essere giunta, più o meno, al mese di settembre, all’ammissione al Corso di Laurea Magistrale da me prescelto, ai colloqui da aspirante hostess, alla ricerca di uno stage in linea con le mie preferenze, alla rigorosissima dieta ottobrina intrapresa, al lavoro da hostess ottenuto, ai corsi d’illustrazione e traduzione letteraria, all’inaspettata offerta di stage piovutami addosso nel bel mezzo di novembre, all’acquagym ed allo studio meticoloso e appassionato per l’imminente esame di Littérature Française III. Pagando con gli ultimissimi euro rimastimi, porgerò a me stessa i miei più vivi e sentiti complimenti per aver così ben seminato in questi ultimi tre mesi, ed essere giunta alle soglie del 2009 con una forma fisica quasi perfetta, un conto in banca rimpinguato in potenza, un’idea piuttosto chiara della strada lavorativa da intraprendere, tanta determinazione, creatività e voglia di veder concretati i miei progetti. Infine, salendo in macchina, mi volterò sorridendo verso Te, mio Novius Adoratus, che mi hai accompagnata con amorevole pazienza nel corso di questo 2008 ormai agli sgoccioli facendomi innamorare (se possibile) ancora di più, e sorriderò pensando al romantico Capodanno che ci aspetta, nell’attesa che questo 2009 ci confermi di essere davvero, finalmente, il Nostro Amatissimo Anno. Non so Te, ma io me la sento calla. Felice Anno nuovo a tutti voi (lettori silenti e vecchi catarrosi e arteriosclerotici compresi).
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (6)
venerdì, 12 dicembre 2008 @ 13:06
* evitiamo il superfluo. ** hai visto mai che con tutta quest'acqua si riesca lo stesso a navigare. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (2)
giovedì, 11 dicembre 2008 @ 18:13
E’ ovvio che non ho la presunzione di paragonarmi a Flaubert.
Però, ecco. Il tedium vitae mi fa rosicare*.
E il negotium, decisamente, non è cosa per me.
*Qualcuno, per favore, mi trovi un sinonimo meno vernacolare che sia altrettanto calzante.
A volte la mia romanità congenita mi rende lessicalmente cieca.
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (1)
mercoledì, 10 dicembre 2008 @ 01:32
Ore 14.00. Supermercato. Cassa. Da qualche minuto l’anziana davanti a me rovista nel proprio portamonete alla ricerca di tre centesimi. La banana che ha comprato ne costa esattamente cinquantatré. Non uno di più, non uno di meno. Ecco. Forse li ha finalmente trovati. No, un momento. Questi sono cinque centesimi, lei cercava tre monetine da uno. Rimette a posto i cinque e riprende la propria ricerca. Non ha senso avere due centesimi di resto pagandone cinque. Lei vuole proprio liberarsi di quei tre, miseri centesimini. La sua banana ne costa esattamente cinquantatré. Non uno di più, non uno di meno. Perciò aspetto. Ore 15.50. Asfalto. Traffico. Un’altra ora della mia vita dissoltasi dentro quest’abitacolo, canticchiando le canzoni di cd che le mie labbra e le mie corde vocali conosco a memoria. Brano per brano, strofa per strofa. Oh mon baby, chanteriez-vous quelques notes avec moi pour le reste de la vie? Il mezzo busto azzimato nella vettura alla mia sinistra sistema gli scarmigliati peli del naso dentro le proprie froge. Pa pa ra pa ra pa pa pa ra pa ra paaa pa ra ra pa, pa, pa. Pa. Il cd riparte per l’ennesima volta. Verde. Rimango immobile. E’ inutile. N o n s i s c o r r e. Perciò aspetto. Ore 17.00. Scrivania. Libro. Mi trovo tra le pagine di un testo piuttosto denso, nonostante si parli di utopici Libri del Nulla. Ancora venti e potrò finalmente schematizzare questa nuova, prelibatissima ondata di concetti e pensieri. Fare ordine mentale in vista dell’imminente esame. In previsione dell’accrescersi del mio sapere. Respiro conoscenza, bevo inchiostro e mi nutro d’idee. Estasi. Poi il telefono squilla. Una volta, ancora una. Due, tre. DriiiiNNnn. DRiiiiIIInNN. DRIIIIIIIIIIIIIIINNNN. Torno a vestire le mie carni e rispondo. Sì? Pronto, chi sei? Ciao, nonno. Sono Chiara. Ah. Ciao, Chiara. Hai sempre una bella voce. Grazie. Come stai? Eh, figlia mia. Ho ottantasei anni. Sono tanti. Le ore non mi passano mai. Lo so, nonno. Appena posso vengo a trovarti. Sì, ché le ore non mi passano mai. Poi penso sempre a Luisa. E’ stata una grande sposa. Lo so, nonno. Lo so. Eh, figlia mia. La vecchiaia è tanto brutta. (Ma non è vero, nonno! Non deve essere per forza così!) Lo so, nonno. Lo so. Tu stai bene? Sì, grazie. Un po’ stanca, ho molto da studiare. Eh, figlia mia. Perfer et obdura… …dolor hic tibi proderit olim. Lo so, nonno. Lo so. (Sorrido.) Allora ciao, eh. Quando puoi vienimi a trovare. Le ore non mi passano mai. Non preoccuparti, domani passo. Brava, brava. Ciao. Ciao, nonno. Un bacione. Dov’ero rimasta? Sì, dunque. Libri del Niente, Libri del Niente, Libri del Niente. Ecco. Flaubert l’aveva annunciato sin da giovane: <<Se mai prenderò parte attiva nel mondo, sarà come pensatore e demoralizzatore (démoralisateur). Mi limiterò a dire la verità, ma sarà orribile, crudele e nuda.>> (A Ernest Chevalier, 24 febbraio 1839). Pensatore e demoralizzatore. E’ finita la carta igienica! Chi mi porta un rotolo nuovo? Domanda retorica. Io. Io che faccio la spesa, la lavastoviglie, cucino, apparecchio, sparecchio, lavoro quando mi chiamano, passo le mattine a scrivere di remake e sequel, torno a casa e TENTO di studiare e, perché no, SCRIVERE, anche. E ripeto a me stessa che, quasi certamente, Flaubert non aveva un nonno egoista e lamentoso, né trascorreva ore ed ore in mezzo al traffico. Di certo lui passeggiava, o si lasciava guidare in carrozza. Aveva qualcuno addetto a riempire le sue credenze, a pensare al suo quotidiano sostentamento, ad assicurarsi che in bagno fosse sempre presente qualche serviette pronta per l’uso. Per questo poteva permettersi simili dichiarazioni. Ma quale pensatore e demoralizzatore. Flaubert non aveva un cazzo da fare, ecco la verità. Og-gi-è-tut-to-co-sì-fre-ne-ti-ca-men-te-scan-di-to. Ed io non vorrei far altro che pensare, studiare, interiorizzare, approfondire, rielaborare, scrivere, creare. Ma non posso. Non come desidererei. Così come non posso continuare questo sproloquio. Ho una lavatrice da caricare. Pensatore e demoralizzatore. Tsk. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (1)
venerdì, 05 dicembre 2008 @ 13:23
E' che ho paura di annoiarvi con le mie sdolcinatezze, con i miei postS stra-innamorati, con le mie parole allegrotte e frizzantine, svolazzanti come le farfalle che mi scombussolano lo stomaco da ben dueannisettemesiecinquegiornidipurafelicità. Però, che volete farci, lui è il mio meraviglioso Muso Ispiratore. E ogni volta che le nostre labbra carnose s'incontrano non posso fare a meno di pensare che combaciamo meglio dei fluorescenti tetramini del Tetris.
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (1)
martedì, 02 dicembre 2008 @ 01:45
Quando giunge l’inverno, il Novio ed io piombiamo in una sorta d’irreversibile letargia e ci rannicchiamo nel suo letto tutti intirizziti, raccontandoci le reciproche giornate sotto un plaid liso e bucherellato risalente al ‘15-‘18 ca. Questo è l’estratto, fedelmente riportato, di una nostra conversazione, avvenuta più o meno un’oretta fa. CdL* “Amore, oggi ho visto una cosa splendida!” Novio: “Davvero? Cosa?” CdL: “Ero sulla Tangenziale, in mezzo al solito traffico delle sei, all’altezza dello svincolo per Novio: “Certo. Embè?” CdL: “Be’, all’improvviso ho alzato lo sguardo verso il cielo e ho scorto uno spicchietto di luna sottilissimo, ma proprio sottile sottile!, sotto la cui curvatura dorata brillava una stellina luminosissima. Sembrava un piccolo neo vezzoso sistemato lì apposta per abbellire la luna!” Novio: “…” CdL: “Capito che bello, amore? Una luna col neo!” Novio: “…” CdL: “…” Novio: “Dai, che magari domani becchi anche il sole col brufolo.”** Vi risparmio gli sganasciamenti conseguenti. * Credo sia superfluo postillare che quest’acronimo non sta per Corso di Laurea, no? ** E credo sia altrettanto pleonastico ribadire quanto io ami quest’uomo. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (3)
mercoledì, 12 novembre 2008 @ 18:24
Fuori piove, io sono a dieta da quattro settimane e sono appena a metà del mio cammino verso le poids idéal, ho già 23 anni e davanti a me si stagliano due lunghi anni di magistrali tribolazioni ed aspirazioni da dottoranda. Non ho una casa mia, non ho una camera mia, ho un conto bancario perennemente purpureo, un lavoro saltuario da bella statuina che mi procura calli ai piedi ed un alienante senso di vuoto cosmico, un’amica proffolletta e viareggina che non so quando potrò rivedere, piùdiduemila pagine da studiare per L’Esamone di gennaio, una mensilità che arriva nei momenti meno opportuni e mi costringe a saltare i miei adorati e tonificanti sguazzamenti ginnici, un tedesco che progredisce l e n t i s s i m a m e n t e, una vagonata di sfavillanti progetti futuri ed un’unica certezza: Noi. Eppure, oh, eppure!, mi ritrovo a constatare di essere felice. Sarà Io sono felice. Anche se tutto è così, come scrissi quella volta?, ah, ecco!, così “lontano e difficile e nebuloso” (sì, adoro citarmi addosso, e allora?), così tremendamente, costantemente ed estenuantemente in fieri (essì, sono una fautrice dell’abusivismo avverbiale, problemi?). Sono felice poiché ho Te, che sei il mio Novius Sempiternus et Adoratus, e poiché siamo noi e soltanto noi gli artefici del nostro futuro. Un futuro che sarà, senza alcun dubbio, Supercalifragilistichespiralidoso, perché lo costruiremo a nostra immagine e somiglianza (sì, soffro anche di DeLiRi Di OnNiPoTeNzA, prendetene atto.). Nel concludere definitivamente questa balzana ciancia sconclusionata vorrei rassicurare i miei invisibili lettori garantendo loro quanto segue: - Durante la scrittura di questo post-upido nessun avverbio è stato maltrattato o vilipeso; - Non prevedo di scrivere altri post-upidi per un po’; - Per quanto possa sembrare assurdo, no, non faccio uso di droghe. Sono solo, totalmente, perdutamente ed inspiegabilmente felice. Tutto qui. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (22)
venerdì, 07 novembre 2008 @ 19:34
La mia Ispirazione ed io abbiamo un complicatissimo rapporto di amore-odio. A volte capita che per lunghissimi lassi di tempo non ci si rivolga la parola o che, addirittura, ci si dica che tra noi è finita. Eppure, puntualmente, all’improvviso ritorniamo sui nostri passi, l’una verso l’altra. Ci corriamo incontro, contemplandoci con sguardo languido, e ci stringiamo in un abbraccio fugace e caldissimo per poi riprendere, dopo quest’intenso contatto, direzioni opposte, ritrovarci ancora e perderci di nuovo, all’infinito. Ieri notte, ad esempio, mentre mi rigiravo tra le coperte in cerca di una posizione che conciliasse il meritato riposo, si è verificato proprio uno di questi incontri inaspettati. L’Ispirazione mi si è accesa dentro, ed il suo piccolo fuoco ha illuminato ed infiammato la bocca del mio stomaco, trasmettendomi quella smania creativa che temevo non mi avrebbe colta mai più. Tessiture che credevo irrimediabilmente sfilacciate hanno ritrovato armonia e naturalezza come per magia, affollando le fermate di stazioni che da mesi avevo abbandonato ad una desertica desolazione, riprendendo il filo degli appunti di uno scrittore che aveva cessato di essere tale. Persino a Parigi, in Place des Tartres, un gatto, una ragazza ed un vinattiere hanno ripreso a conversare tra loro amabilmente, quasi non avessero mai smesso. Perciò, cari lettori, vi chiedo perdono per l’ennesima volta, perché non so quando mi rivedrete su questo schermo. Torno a scrivere. E per un po’ mi trasferirò in Francia, abiterò in una casa fatiscente in riva a un lago, contemplerò mosche posarsi sugli zigomi traslucidi di svagate ragazzine, sorseggerò vini pregiati da gotti arabescati e, forse, mi addormenterò su una panchina. Non so quando tornerò. Nel caso doveste incontrarla, provate a chiederlo all'Ispirazione.
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti
sabato, 11 ottobre 2008 @ 00:35
L’idea di poter perdere coscienza di me…mi manda ai pazzi. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (4)
mercoledì, 08 ottobre 2008 @ 16:51
Sul tetto del palazzo di fronte è apparsa una giacca blu. Non mi sembra fossero previsti scrosci d’indumenti, quest’oggi. Qualcuno ha per caso udito le previsioni del tempo? Non vorrei che, uscendo, mi piovesse in testa una mutanda.
Edit del 10 ormai 11 Ottobre '08:
Tanto per la cronaca: stamane, percorrendo a piedi l'asfalto cittadino, mi sono imbattuta in un tanga viola. Un tanga viola! DI PIZZO. Abbandonato sul bianco di una striscia pedonale. E non credo stesse aspettando il momento opportuno per attraversare la strada. Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (1) @ 01:21
Da cosa? Da questo mutismo divenuto, ormai, patologico. Corro, ma non mi muovo di un millimetro. Eppure ho trasformato il pensiero in azione. Qualcosa, prima o poi, cambierà? Lo diSpero. E, intanto, continuo a fare su e giù, nell’attesa di bussare ad una porta e riuscire ad oltrepassarne la soglia. Averti accanto è splendido. Cercate una coerenza in tutto ciò? Non fatelo. L’ho detto che è inutile. Non se ne Esc(h)e(r).
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (2)
venerdì, 19 settembre 2008 @ 18:37
Da questa mattina il sole se ne sta chiuso in camera sua senza proferir parola, grandi nuvoloni scuri scorrazzano di qua e di là ed il cielo, ingrigito, piange a dirotto. Che sia triste perché l’estate è, ahimè, finita? Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (5)
domenica, 14 settembre 2008 @ 00:40
CRAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA. Oh, come vorrei poter non esser così criptica. Questo u-topos inizia a starmi un po' strettino.
Ticchettato di fresco da ClaireDeLune - commenti (2) |
N.B.
If you cannot think of anything appropriate to say, you will please restrict your remarks to the weather. J. Austen (In questi casi, pigolo:) Moi.
Vivo per scrivere, ambisco a scrivere per aver di che vivere.
![]() J'adore.
![]() Oltre al Novio, la mia Famiglia, tout ce qui concerne la le français, rouler les r, appuntare pensieri sul mio bel taccuino, guardare film ridicoli e démodés come Singing in the rain, fagocitare romanzi, elucubrare, sviscerare le humanae litterae, il Trivio, canticchiare, strimpellare, scarabocchiare, ridere di gusto, immergermi tra le pagine di un libro che sia degno di essere chiamato tale, i Rerum vulgarium fragmenta, il Vate, l'acume di Wilde, studiare, contemplare, apprendere nuovi idiomi, die deutsche Sprache, le parole buffe come pompette, gli abitini, l'ebbrezza dei progetti, viaggiare e, sopra ogni cosa, scrivere. Je hais.
Stare lontana da te, l'angoscia, le lacune, il naso tappato, gli errori ortografici, l'ignoranza crassa e ostentata con fierezza, i decerebrati arroganti, chi non sia conscio di nulla sapere, le brutte sorprese, i film dell'orrore, i brufoli inaspettati, il qualunquismo, lo scaldabagno spento, l'appellativo di Dottoressa, il subdolo ronzio di una zanzara nell'orecchio, essere sempre, irrimediabilmente, in ritardo, strapparmi le pelli delle labbra, strapparmi le pelli delle labbra, strapparmi le pelli delle labbra. En étudiant.
Trois Contes - G. Flaubert En feuilletant.
M.me Bovary - G. Flaubert En fredonnant.
Les Plus Grands Succès de Charles Trenet Vus et revus.
Nella rete del Serial Killer - G. Hoblit The Millionaire - D. Boyle Davanti agli occhi - V. Perelman Passengers - R. Garcìa bric-à -brac.
quoi?!
On tchatche de tout et de n'importe quoi.
à lire.
*Bel*'s Photostream ...parbleu!
Crédits.
Un caloroso grazie a Mr. Schulz, a VanillaSky e a me medesma. Sfogliami.
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